MARCO MUZZOLON

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Marco Muzzolon nasce a Tripoli di Libia nella prima metà degli anni Sessanta. Dopo gli studi all’Istituto d’Arte di Monza si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Scenografo per il teatro (sia in Italia che all'estero), docente di corsi di formazione di scenografia e scenotecnica, da alcuni anni si dedica anche a progetti di arte applicata al sociale come arteducatore e alla creazione di delicate installazioni artistiche. Nelle sue opere ricerca lo stesso dialogo col pubblico che crea nelle scenografie teatrali, indagando i palcoscenici dell’anima. La sua è una poetica simbolica e metafisica: le visioni che allestisce dialogano con l’aria e partono sempre da una sorta di reale deformazione che finge un’apparente realtà.

 

Nell’ultima sua produzione di cassetti teatrali, nata per la mostra “Connessioni” di Antonella Vitali in dialogo con Marco Muzzolon (Venezia, novembre 2021), vengono sviluppate piccole narrazioni poetiche, messe in scena del periodo che abbiamo vissuto chiusi nelle nostre case e in cui ci siamo scoperti fragili, vulnerabili, spaventati. In queste messe in scena lo spazio diventa limitato e, allo stesso tempo, infinito. Il cassetto è un “non cassetto”, con la maniglia, ma senza fondo, che custodisce al suo interno, ma si apre all’esterno, obbligando lo sguardo a fermarsi e a guardare oltre. È un piccolo manifesto dedicato alla fragilità.